DIGITORIUM
L’Accademia delle Rune
Chi entra oggi nell’Accademia?
Le tre soglie del percorso: fila base completa, alfabeto intero, fine del cammino. Si ottengono superando la tappa, non solo arrivandoci in fondo.
Stesso testo, stessa durata, scrittura continua. È il dato da usare per il prima e dopo.
Battute al minuto dentro la tappa, contate finché c’è qualcosa da scrivere. Dipendono da che cosa si scrive lì, lettere singole cercate una per una oppure parole intere che scorrono, quindi vanno lette lungo il percorso di questo bambino e non confrontate fra tappe diverse.
Ogni tasto con la sua precisione e il tempo medio di risposta, dal più incerto. Compaiono solo quelli battuti almeno cinque volte: sotto, il numero direbbe più del dovuto.
Valgono solo per questo apprendista e restano salvate nel suo profilo. Si possono cambiare in qualsiasi momento.
Copia la pagina scrivendo come ti viene. Se sbagli una lettera non tornare indietro, vai avanti.
Alla fine il Registro segna com’è oggi la tua mano. La stessa pagina la ricopierai più avanti.
Pagina base, tutta in minuscolo · un minuto.
Premi Esc per interrompere.
Il mondo si tiene in piedi con le rune, e le rune si stanno spegnendo. Tu sei un apprendista scriba del Digitorium, e le rune si riaccendono scrivendole.
Il tuo scriba cammina da solo e si ferma davanti a ogni runa. Digita la lettera che ci vedi sopra e la runa si accende. Se ci metti troppo, si spegne.
Più avanti certe rune si tengono per mano: due o tre lettere in fila, una sillaba. Si accendono una lettera alla volta, e quella che tocca è la più chiara. Sono l’allenamento per le parole intere.
Dove l’Oblio è passato il terreno è crepato. La crepa non si richiude da sola: ci si getta sopra un ponte, e lo getta la barra spaziatrice battuta col pollice. Puoi premerla anche in anticipo, come per le rune.
Dalla terza tappa una nebbia ti insegue, e non si ferma mai. Ogni runa scritta bene la respinge, ogni errore la fa avvicinare. Se tieni il passo che la tappa ti chiede resta dov’è: la vedi arrivare solo quando rallenti.
Ne hai tre. Ne perdi una se una runa si spegne, se cadi in una crepa senza ponte o se la nebbia ti raggiunge. A zero si ricomincia la tappa.
Alla fine di certi atti c’è un guardiano che scrive la tua stessa formula, insieme a te: per passare devi finirla prima di lui. Sul cammino, poco prima, trovi la sua formula spezzata in pezzi: quando lo incontri li hai già scritti tutti.
Sotto la scena c’è la tastiera, con la mano sinistra a sinistra e la destra a destra, come stanno davvero. Il tasto giusto si accende prima che tu prema, e insieme a lui si accende il polpastrello del dito che deve premerlo. Le dita tornano sempre alla fila base, a s d f e j k l ò, e le due tacche su F e J te la fanno ritrovare senza guardare.
Serve una precisione di almeno il 90%. La velocità non serve a passare, serve a guadagnare le stelle. Prima giusto, poi svelto.
Le rune accese una dopo l’altra senza sbagliare fanno serie, e la serie moltiplica i punti. Un errore la azzera.
Nelle tappe di lettere le battute al minuto sono più basse, e non vuol dire che sei più lento: le lettere sole si cercano una per una, le parole scorrono.
DIGITORIUM insegna a scrivere con dieci dita: senza tasti veri non si può giocare. Apri questa pagina da un computer, oppure collega una tastiera a questo dispositivo.
Se una tastiera ce l’hai già collegata, premi un tasto qualsiasi: l’avviso sparisce da solo.