E’ ORA DI LAVARE I PANNI INSIEME!

“I panni sporchi si lavano in casa!” così recita un motto di tempi passati, che in realtà non risulta essere così desueto nel presente. I difetti, i problemi, le difficoltà non sono cose da manifestare in pubblico, quanto piuttosto un’onta tremenda da custodire in arcani forzieri racchiusi tra le mura domestiche, come preziosissimi tesori che solo a pochi è dato vedere.

Qualche tempo fa la notizia di un suicidio tra le mura famigliari era relegata a quotidiani e telegiornali di una  torrida settimana agostana: persone tormentate dalla calura e dall’afa cedevano a un raptus di umana follia. Recentemente tali notizie sono quasi divenute consuetudine e noi sembriamo assuefatti e rassegnati. Mi chiedo se tutto ciò possa essere reale o se rappresenti piuttosto la facciata ipocrita di una società legataall’apparire, all’edonismo fine a se stesso, a un’ostentata normalità che nasconde lati oscuri preoccupanti.

Perché tante persone finiscono la loro esistenza in modo così tragico? E soprattutto perché nessuno sembra accorgersi di nulla prima del dramma?

La mente umana è una meraviglia senza confini: progetta, idea, comprende, ma non è fine a se stessa, non lavora separatamente da tutto il resto del corpo umano. Essa ha bisogno di essere sostenuta e capita. L’intelligenza non è una cosa astratta, che possiamo usare nei test: essa è una complessa mescolanza in cui hanno un ruolo predominante l’autocontrollo, l’attenzione per gli altri e l’empatia. Goleman ha parlato di intelligenza emotiva come capacità di governare le emozioni e guidarle nelle direzioni più vantaggiose. Qualora questo sostegno emotivo non ci sia, la mente può manifestare cedimenti.

La nostra società ha costruito schemi asettici, nei quali trovano posto soltanto la perfezione, la forma piuttosto che la sostanza e una considerevole indifferenza verso chi è in situazione di bisogno. Ecco allora che tutti questi eventi drammatici non sono da vedersi come insofferenza dei protagonisti nella società, ma invece come un’incapacità da parte di tutti gli altri di capire e dare aiuto a persone che non sanno farlo autonomamente.

È tempo di lasciar cadere la maschera e affrontare la realtà: i problemi non si risolvono ignorandoli! Per questo dico a tutti i genitori e alle persone che ancora hanno a cuore il benessere della famiglia e dunque della società, di agire, di non lasciarsi intimorire dal vacuo giudizio di un’insulsa e pericolosa mentalità dilagante oggigiorno.

Si parla spesso di famiglia, quale asse portante della società: chi realmente se ne occupa? Belle propagande, discorsi altisonanti che riecheggiano a vuoto. Dobbiamo tutti svegliarci dal torpore mediatico in cui siamo immersi: affrontiamo le difficoltà, consideriamo le differenze come una risorsa per ripartire con nuovo entusiasmo!

Tanti bambini hanno bisogno di essere seguiti da specialisti della mente: saranno i cittadini di domani, coloro i quali porteranno avanti la nostra società! Sta a noi genitori e famigliari fare il primo passo, rivedendo i nostri canoni di normalità e cercando di intervenire empaticamente nei loro confronti. Sono persone che hanno bisogno di essere guidate o sostenute, dobbiamo solo ascoltare e voler vedere ciò che vorremmo fosse solo fantasia.

Come diceva la volpe al Piccolo Principe:”Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Cerchiamo di abbandonare quella miopia fasulla con la quale non vediamo il vero bene!

Barbara B.

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