Nella vita di tutti i giorni i bambini si svegliano, vanno a scuola, trascorrono del tempo dai nonni, partecipano ad attività extra-scolastiche, accompagnano i genitori a fare la spesa. La loro settimana è scandita da appuntamenti definiti e ricorrenti. Una routine che se adeguata, rassicura i piccoli aiutandoli a orientarsi nel tempo e nello spazio senza difficoltà. Ma negli ultimi due mesi, prima con il lockdown, ora con la fase 2, la loro quotidianità è stata sovvertita, creando non pochi problemi di gestione ai genitori.

Fino a poco tempo fa abbiamo sperimentato molto le attività ricreative in casa, oggi però possiamo uscire e godere dei benefici che l’aria aperta può portare a genitori e figli. Con l’arrivo della fase 2, in molti non vedono l’ora di correre nel parco, ma forse soprattutto di ritrovare i nonni, i compagni di scuola e tutti quegli affetti che hanno da sempre fatto parte delle loro vite dovendo però mantenere le misure di protezione personali per proteggersi dal possibile contagio da coronavirus. Accanto alla felicità di riprendere le uscite e le attività ludiche, emerge anche la paura di affacciarsi a un mondo dove il virus non è scomparso.

Alcuni genitori ma anche bambine e bambini piccoli e adolescenti non percependo esattamente da quale pericolo difendersi, sentono una forte angoscia con la conseguente difficoltà nel riprendere questa “nuova normalità”. Il rischio però è quello di rinunciare ai benefici della relazione con i pari, della possibilità di ritrovare gli amici per giocare insieme e passare del tempo fuori casa.

Alla luce di tutto ciò, che cosa possono fare gli adulti per accompagnare i bambini in questa fase piena di incertezze? E come aiutarli quando sarà possibile far ritorno agli spazi quotidiani di socializzazione, tra cui la scuola?

Nel tutelare la salute dei nostri bambini, ricordiamoci che essa comprende almeno tre dimensioni: la salute fisica, senz’altro, ma anche quella psichica e quella sociale. Mentre si rimarca l’irrinunciabilità dell’attenzione al benessere fisico, non dobbiamo dimenticarci di quello emotivo, né annullare l’importanza della rete sociale, che è fondamentale per lo sviluppo delle capacità che accompagneranno l’individuo per tutta la vita.

Per quanto riguarda la salute psichica è importante quindi non sottovalutare l’impatto emotivo di questo periodo aiutando i bambini a trovare modi per dare voce ai loro vissuti emotivi. Parlare con loro, certamente; ma possono essere importanti anche altre modalità espressive come le attività di movimento e quelle artistiche e creative. Il gioco è un ottimo strumento che può essere utilizzato anche per far comprendere, rielaborare e superare anche momenti più difficili. Il gioco aiuta i bambini a decodificare una realtà spesso a loro incomprensibile. È nostro compito quindi proporre storie, favole, disegni e piccole rappresentazioni teatrali che rispecchino una realtà a misura di bambino.

Di seguito alcune proposte di gioco divise per tipologia e per età.

 

Giochi per bambini di 5 e 6 anni

Questa è un’età importante, ed è altrettanto importante proporre dei giochi e delle attività che favoriscano lo sviluppo ma anche le competenze che serviranno a scuola.

A 5 anni i bambini si preparano alla scuola elementare quindi vanno benissimo giochi con le lettere e i numeri, ma anche quelli che favoriscono la motricità fine: perfetti i giochi che richiedono di allacciare e slacciare nastri, aprire e chiudere lucchetti e serrature, ma anche i birilli che permettono di allenare la coordinazione occhio-mano. Inoltre le attività preferite restano sempre quelle creative: in fondo bastano materiali facilmente reperibili in casa, come colla, carta, colori, forbici etc.., per creare lavoretti e piccole opere d’arte.

A 6 anni i nostri bimbi hanno iniziato il loro percorso scolastico e il gioco dovrebbe, quindi, essere soprattutto un momento di libertà espressiva, fantasia, relax, dopo tante ore trascorse in classe a studiare. Il gioco, in questa fase, assume un’importanza ancora più rilevante perché serve a consolidare le competenze apprese a scuola, contribuisce alla formazione della personalità e aiuta nella gestione delle emozioni. Oltre ai lavoretti e ai progetti creativi, che i bambini apprezzano ad ogni età, è il momento giusto per introdurre set di costruzioni un po’ più complesse e i primi giochi di società, a partire dal classico Gioco dell’Oca. E ancora: macchinine e bambole e puzzle da comporre.

Giochi per i 7 anni

A sette anni ormai gioco ed apprendimento viaggiano di pari passo: i bambini hanno acquisito un grande spirito critico e di osservazione, sono intraprendenti, costruiscono, desiderano scoprire tantissime cose nuove e non sono mai sazi di conoscenza, inoltre apprezzano giocare con gli amici. Che tipo di gioco ed attività possiamo proporre a nostro figlio? Innanzitutto attenzione a seguire i suoi gusti personali.

Ormai le sue preferenze sono radicate e siamo in grado di capire se al bambino piace, ad esempio, giocare con le costruzioni o con le macchinine, o se apprezza i puzzle. Ecco alcune idee:

  • Giochi di società: abbandonati gli elementari giochi dei 6 anni, è il momento di introdurre il Monopoli, ma anche Indovina Chi e il famoso gioco di carte UNO;
  • Giochi di esperimenti: manipolare fluidi e colori per creare slime, paste modellabili fai da te e giochi scientifici;
  • Costruzioni: anche se i mattoncini base non vanno mai in soffitta, a questa età i bambini che amano costruire si divertiranno con pezzi magnetici o tubolari con cui creare strutture anche molto complesse.

Giochi per bambini di 8 anni

Siamo entrati nella fase in cui i bambini trascorrono molto tempo sui libri, per svolgere i compiti a casa, oppure facendo sport e, in alternativa, con i videogiochi! Quindi come possiamo stimolarli a giocare ancora e ad alternare il tempo passato davanti allo schermo con quello trascorso giocando? Difficile, ma non impossibile. L’importante è proporre attività che stimolino la creatività, che gli diano la sensazione di star imparando qualcosa di nuovo e di essere impegnato in una sfida da affrontare.

  • Giochi di società: ormai i bambini apprezzano questo tipo di gioco, innanzitutto perché spesso lo si può fare con mamma e papà, e poi perché si configura come una competizione tutta da vincere. Perfetti Risiko, Scarabeo, Taboo e molti altri, ma anche scacchi e dama;
  • Giochi di carte: non solo Rubamazzetto, ma anche giochi più elaborati e con regole più precise come Briscola o Burraco;
  • Set per costruire: dopo gli 8 anni questi set diventano straordinarie, sono composte da pezzi estremamente piccoli che servono a costruire un castello o un’astronave nei minimi dettagli. Un’attività che stimola la motricità e le abilità cognitive, oltre che allenare pazienza e concentrazione;
  • Giochi educativi e scientifici.

Per quanto riguarda invece la salute sociale, la chiusura forzata e prolungata delle scuole ha costretto i più piccoli ad affrontare un difficile periodo di desocializzazione che ha destabilizzato le loro routine quotidiane, incidendo soprattutto nella fascia 0-10. In questo momento difficile si sta perdendo la dimensione antropologico culturale data dai legami che si creano all’interno di un gruppo. E’ importante quindi insegnare al bambino come affrontare il gioco all’aria aperta insieme agli altri bambini.

In questo momento di ripresa di alcune sane abitudini come per esempio, uscire di casa per fare una passeggiata, può provocare paure nei bambini. I genitori sono punti di riferimento importanti e hanno il compito di accompagnare i bambini e le bambine o i ragazzi anche in questa fase di ripresa. Decidere insieme, anche ai più piccoli, o far scegliere loro un luogo famigliare che li faccia sentire a loro agio potrebbe abbassare i livelli di ansia. Evitare di proporre destinazioni vaghe come “usciamo a fare una passeggiata” e con parole chiare descrivere il luogo che si andrà a visitare può rassicurare i bambini e ridurre le possibili fantasie negative legate ad un mondo totalmente stravolto da questa emergenza.

A qualsiasi età i bambini vanno portati all’aria aperta per giocare liberamente ed esprimere se stessi anche attraverso giochi di motricità di diverso tipo. Che sia lanciare una palla o giocare a frisbee, saltare e correre, arrampicarsi su un albero o percorrere un piccolo ponte tibetano al parco giochi, le attività all’aria aperta sono fondamentali sia in estate che in inverno.

E al parco o nel cortile i nostri piccoli possono anche trascorrere del tempo insieme agli amichetti e a quei giochi con i quali siamo cresciuti noi:

  • La bella statuina
  • Un, due, tre stella!
  • Color, color
  • Palla avvelenata
  • La Campana (che qualcuno chiama Settimana).

Possiamo anche insegnare ai bambini l’importanza del proteggersi: anche in questo caso il gioco può essere d’aiuto. Per esempio, la mascherina può “magicamente” trasformarsi in un oggetto familiare se abbellito e colorato può diventare espressione della fantasia e della creatività del bambino stimolandone così l’utilizzo quotidiano. Il gesto di lavarsi le mani può essere arricchito da filastrocche, canzoni e ritornelli da condividere anche con gli altri compagni. L’obiettivo non è banalizzare i sistemi di protezione ma, al contrario, far comprendere l’importanza di questi ai bambini. Rendendo anche i più piccoli maggiormente consapevoli e capaci di saper proteggere se stessi e gli altri.

Concludendo, nonostante l’impatto sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli sia forte e potenzialmente traumatico, ricordiamoci sempre che i bambini hanno un’enorme capacità di resilienza, risposta e adattamento alle condizioni critiche. Se supportati adeguatamente da noi adulti di riferimento, avranno enormi capacità di superare questa fase così complessa senza gravi conseguenze.

Dott.ssa Martina Boseggia

Psicologa, Psicoterapeuta