Centro di diagnosi e trattamento per minori con disturbo da deficit di attenzione/iperattività, difficoltà scolastiche e disturbi associati.

DSA: COSA SONO, COSA FARE E FALSI MITI DA SFATARE!

Cosa sono i DSA?

I disturbi specifici dell’apprendimento, meglio conosciuti con l’acronimo DSA, sono difficoltà ad automatizzare i processi di base delle abilità strumentali di lettura, scrittura e calcolo. Il termine “specifico” si riferisce al fatto che la difficoltà risiede proprio in determinate abilità oggetto di apprendimento: non devono essere presenti altri fattori capaci di fornire altra spiegazione. Di conseguenza la difficoltà non dipende da scarse capacità cognitive, da difetti di acuità visiva ed/od uditiva non corretti, da malattie organiche, o da altri disturbi.

È bene specificare fin da subito che, nonostante possa essere compromessa anche solo una delle abilità scolastiche oggetto di apprendimento, spesso le difficoltà di apprendimento si incontrano in comorbidità.

I DSA comprendono:

  • Dislessia: specifico disturbo dell’automatizzazione dell’abilità di lettura decifrativa. Il bambino con dislessia manifesta una lettura lenta e stentata, spesso caratterizzata da diversi errori, “intoppi” ed esitazioni. La difficoltà nell’automatizzare il processo di lettura può far sì che le risorse cognitive del bambino siano tutte dedicate al decifrare il testo scritto con conseguente difficoltà a comprendere quanto si è letto.
  • Discalculia: specifica compromissione delle abilità aritmetiche. I bambini con discalculia possono avere difficoltà a svolgere calcoli a mente, a mettere in colonna i numeri ed eseguire algoritmi di calcolo scritto, a memorizzare le tabelline.
  • Disortografia: specifico disturbo a carico dei processi di scrittura del codice ortografico. I bambini con disortografia possono manifestare difficoltà ad imparare le regole ortografiche e, di conseguenza, a scrivere senza errori.
  • Disgrafia: specifica difficoltà nella realizzazione dei grafemi. È un disturbo evolutivo della scrittura che si manifesta con fatica a scrivere in modo leggibile, lineare, difficoltà ad organizzare lo spazio nel foglio, a rispettare i margini, a regolare la prensione e la dimensione dei grafemi scritti, con una ridotta velocità di scrittura.

Nella popolazione italiana l’incidenza epidemiologica dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento è stimata al 4% circa (Cornoldi, 2007); gli ultimi dati confermano una prevalenza che oscilla tra il 2,5% e il 3,5% della popolazione in età evolutiva, (Vio & Lo Presti, 2014).

Dal momento che, per definizione, si tratta di abilità che devono essere insegnate è sempre bene considerare che difficoltà nei primi stadi dell’apprendimento possono essere frequenti, ma non tutte sottendono un disturbo. È importante non confondere delle difficoltà transitorie con dei quadri più compromessi.

Cosa fare con i DSA?

Dopo che genitori od insegnanti hanno individuato in un bambino alcune caratteristiche che possono far pensare ad un quadro di DSA, è importante richiedere una valutazione clinica ampia ed approfondita. Tale valutazione può essere condotta da un’equipe multidisciplinare di specialisti che, mediante specifici test, indagano diverse abilità: cognitive, attentive, mnestiche, degli apprendimenti (psicologo); linguistiche (logopedista). A seguito della valutazione, verrà consegnata ai genitori una relazione dove, in caso di diagnosi di DSA, saranno indicati anche specifici percorsi di potenziamento ed indicazioni per la scuola.

La scuola, infatti, riveste un ruolo chiave per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La collaborazione tra la Scuola e il clinico dell’apprendimento è un punto fondamentale per realizzare un efficace lavoro a livello di prevenzione, diagnosi e, soprattutto, di intervento terapeutico ed abilitativo, (Stella, et al., 2013). Le relazioni e le collaborazioni con il mondo della scuola sono facilitate dalla presenza della normativa, tra cui:

  • Legge n° 170 del 8 Ottobre 2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”;
  • Decreto Ministeriale del 12 Luglio 2011 con finalità di “individuare le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento”;
  • Circolare Ministeriale n° 8 del 6 marzo 2013 in materia di “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.

Falsi miti da sfatare!

  1. SONO DOVUTI A PIGRIZIA O AD UN PROBLEMA NEUROBIOLOGICO?

I DSA sono dovuti ad alcune alterazioni neurobiologiche che impediscono l’apprendimento stabile di processi basilari per le abilità scolastiche e dunque sono responsabili di errori frequenti e di vario tipo nella lettura, comprensione del testo, calcolo e scrittura. Non si tratta, quindi, di svogliatezza, pigrizia, mancanza di interesse e applicazione verso le materie scolastiche o la scuola più in generale. Tuttavia, può succedere che, a seguito di un DSA, il ragazzino si demotivi, perda fiducia nelle proprie capacità ed interesse verso materie che sembrano complesse.

  1. SONO MENO INTELLIGENTI DEGLI ALTRI?

Assolutamente no! Infatti per diagnosticare un DSA è necessario valutare il funzionamento cognitivo e il livello di intelligenza. Le persone con DSA sono in grado di fare grandi cose, al di fuori delle abilità implicate negli apprendimenti scolastici.

  1. PASSANO COL TEMPO? I GIOVANI CON DSA COSA POSSONO FARE DA GRANDI?

Data la causa organica, la disfunzione resta nel tempo, pertanto non si può auspicare un miglioramento nel tempo senza interventi specialistici e strumenti adeguati. Tuttavia, grazie a processi di compensazione e maturazione e se adeguatamente supportato, il giovane con DSA impara a gestire in modo ottimale le proprie risorse cognitive e a compensarle con strumenti ad hoc. Si pensi a cantanti come Mika, attori come Orlando Bloom, informatici come Steve Jobs.

  1. QUALI PROFESSIONISTI POSSONO AIUTARE MIO FIGLIO?

Diverse sono le figure che attualmente si occupano di DSA (neuropsichiatri, logopedisti, educatori, psicologi), tuttavia occorre affidarsi a professionisti con una preparazione ed esperienza specifica nello svolgere riabilitazione specialistica sui DSA.

2017-12-06T16:24:39+00:00